| REGGIO EMILIA - Al cinema Al Corso con tanto di cuffia audio, come in aereo, e con la sala che è dotata di un sistema di amplificazione ad induzione magnetica, che consente anche alle persone con problemi di udito di poter seguire e capire i dialoghi del film.
Si tratta del primo cinema in Emilia Romagna ed una delle poche sale in tutto il Paese che, grazie al nuovo sistema «Sentire meglio insieme» curato dalla filiale Amplifon di Reggio, consentirà alle persone con problemi di udito di poter seguire senza i fastidiosi rumori di sottofondo la trama e le battute degli attori. Due sono le soluzioni adottate: l’induzione magnetica e le cuffie amplificate. Nel primo caso, i portatori di apparecchi acustici di qualsiasi marca - dotati della «bobina» - potranno avere un ascolto personalizzato dell’audio semplicemente attivando l’apparecchio sulla funzione «T». In questo modo si sintonizzerà sul campo magnetico di cui è dotata la sala e che ha richiesto un investimento di 7mila euro. Nel secondo caso, chi ha problemi di udito, ma non è dotato di apparecchio oppure si serve di uno sul quale non è attivabile l’opzione «T», potrà richiede gratuitamente alla cassa le cuffie amplificate e potrà finalmente godersi il film, video e audio compreso. L’accordo per dotare il cinema del nuovo sistema nasce dalla collaborazione tra il proprietario del cinema Corso Alberto Bianchi, il Comune che lo ha in gestione e Sergio Borghi di Amplifon. Dopo l’installazione del sistema denominato «Sentire meglio insieme» al teatro Valli, nel duomo, nei poliambiulatori dell’Arcispedale Santa Maria Nuova ed alla farmacia Centrale, ora è la volta del cinema «Al Corso». Una sala importante della città: dal novembre scorso ad oggi, ha registrato una presenza di 22mila spettatori, di cui 3000 over 60 nelle proiezioni pomeridiane e altrettanti studenti nelle mattinate a loro riservate. Ieri mattina, l’assessore alla Città Storica Mimmo Spadoni, Sandra Campanini dell’Ufficio Cinema del Comune e Sergio Borghi titolare della sede Amplifon di Reggio hanno presentato l’innovativo sistema. L’hanno definito «una scelta di civiltà che favorirà la socializzazione», anche delle persone con problemi di udito e che spesso a causa di questa disabilità tendono a richiudersi in casa. «Oggi rispetto al 1940 - ha evidenziato Borghi - è raddoppiato il numero delle parole pronunciate in un minuto nei film italiani, passando dalle 45 alle 90 e non può essere d’aiuto nemmeno la lettura labiale in quanto molti film sono doppiati. Per cui, chi soffre di problemi di udito è costretto a rinunciare al cinema». Ma se in Italia le strutture pubbliche dotate di sistemi di ascolto dedicati ai portatori di handicap uditivi sono una rarità non altrettanto si può dire del resto d’Europa, dove la percentuale di sale attrezzate supera il 70%. «Una ragione in più - ha sostenuto ancora Borghi - per dotare altre strutture della città con questo sistema che ha un costo inferiore ai 500 euro».
preso da disabilifree.it |